Piccoli anfibi senza paura

Temerari con polmoni di riserva

Respiriamo alcune volte al minuto. Senza non riusciremmo a sopravvivere. Non siamo né anfibi come le rane, né capaci di restare sott’acqua a lungo come una balena, anche se è un mammifero come noi. Ahi, ahi! Quanti limiti abbiamo come esseri umani. Eppure ci sentiamo la specie più evoluta e spesso la migliore. 

Il fatto è che non siamo né migliori né peggiori di altri animali, siamo solo diversi. E guarda un po’, per affrontare i nostri limiti ci sappiamo inventare mille soluzioni, che sono sia pericolose, sia molto utili. Quello che più conta delle soluzioni che troviamo per fare cose che diversamente sarebbero impossibili per noi, è tutto quanto possiamo imparare su noi stessi. L’esperienza della subacquea può certamente farci fare esperienze originali, non solo alla scoperta del mondo sottomarino ma anche alla scoperta di noi stessi. Per esempio possiamo capire quanto importante è l’aria che respiriamo.

 

Nella vita di tutti i giorni respirare ci appare un fatto scontato. L’aria è disponibile e basta inspirare ed espirare per stare bene. Non ce ne rendiamo neppure conto. Per accorgercene deve esserci una situazione critica: un fumo irrespirabile; una brutta influenza che rende difficile il respiro; una corsa a perdifiato che ci impone di riprendere fiato. Con la subacquea scopriamo il valore cruciale dell’aria, l’importanza di prendercene cura, l’attenzione a risparmiarla, la sua rilevanza essenziale per la nostra vita.

Un’altra importante scoperta che la subacquea può farci fare riguarda l’ampliamento della nostra esperienza. Per natura noi umani non siamo anfibi. Con le tecnologie della subacquea possiamo diventarlo almeno per un poco di tempo. Possiamo scoprire meglio le nostre possibilità e i nostri limiti. Possiamo accorgerci di quello che possiamo fare e dei rischi che si corrono a forzare i nostri limiti. In questo modo aumentiamo la conoscenza di noi stessi.

Un’altra scoperta importante riguarda la relazione con gli altri, istruttori e compagni di immersione. In questo caso scopriamo quanto sia necessaria e utile la relazione con loro; quanto conti il loro aiuto; quanto sia bello fidarsi di un altro e che l’altro si fidi di noi.

E questo ce lo insegnano bene i bambini e le bambine che frequentano i corsi Mini Sub. 

Loro in particolare, come noi tutti del resto, ritornano ad uno stadio originario. Nella maggior parte dei casi la capacità natatoria che possiedono i più piccoli ricrea le condizioni dei nove mesi nei quali siamo stati circondati dal liquido amniotico. Il contatto con l’acqua, quindi, diventa una sorta di ritorno alle origini. 

 Ma cosa accade di davvero magico quando un bambino sperimenta un’immersione? 

“Lì sotto sto davvero bene, quello è il mio posto dove vorrei vivere sempre” dice Massimiliano, undicenne, al terzo anno di corso. La terza stellina acquisita attraverso le lezioni organizzate e gestite da istruttori qualificati, competenti e che trasmettono questa passione con serietà, ma allo stesso tempo con attività ludiche necessarie per un apprendimento efficace. Ed è stato grazie a lui che mi sono avvicinata anch’io a questo meraviglioso mondo, nonostante l’impegno e la fatica di lavorare su me stessa per superare le paure e i limiti, fisici e mentali, che abbiamo soprattutto noi adulti. La prima volta che l’ho visto andare sott’acqua ho provato ansia e la prima cosa che ho pensato è stata: “se non riesce più a riemergere?”. La fiducia e la certezza della competenza dei suoi istruttori mi hanno tranquillizzata, e anche le parole di Fabiola mi hanno dato la possibilità di accorgermi che stava facendo una cosa che gli piaceva. Massimiliano entusiasta ripete sempre che è lì il posto dove vuole vivere, quindi ho pensato che lì sotto c’è davvero qualcosa di magico e meraviglioso… . 

Si sente tutto ovattato, ascolti solo il rumore che fanno le bolle dell’erogatore, tuo o del compagno. Mi sento tranquillo e libero i miei pensieri. Ti accorgi che è tutto fragile e impari a rispettare l’ambiente marino, dai piccoli sassi ai grandi scogli, le creature marine, piccole o grandi che siano. Lì sotto sei un ospite e come tale devi rispettare la casa dei pesci che ti accoglie per darti la possibilità di vedere quelle meraviglie indescrivibili. Quando ho fatto la mia prima immersione con Lorenzo e Luciano, i miei istruttori, e i miei compagni, mi sono accorto che sott’acqua il tempo corre ancora più veloce. Questo non è bello perché l’immersione finisce sempre troppo presto.”

Il corso Mini ARA garantisce ai bambini e alle bambine di avere le conoscenze necessarie e la giusta padronanza dell’attrezzatura, per poter sperimentare un’attività subacquea in totale sicurezza e consapevolezza.

Quindi, perché non provare?

 Emanuela Fellin – Psicopedagogista clinica

 

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