14-15 maggio 2016 - Alla conquista dell'Haven

 

La nostra quinta colonna, infiltrata clandestinamente già da tempo sotto mentite spoglie nelle linee nemiche, è riuscita con un diabolico quanto immorale raggiro a posticipare di due ore il primo attacco alla petroliera previsto ora per le 14:00 del 14 maggio 2016.

Ciò ha consentito di muovere le truppe da quel di Trento, con i mezzi meccanici messici a disposizione dallo stato maggiore: un furgone autarchico di notevole capienza il “maleducato” ed un mezzo speciale a trazione integrale prodotto dai nostri ex alleati teutonici, a partire dalle ore 7:00 in luogo delle 5:30 come inizialmente previsto.

 

Prima sosta verso le 11,00 per il rancio “al sacco” con generi alimentari da combattimento (dicesi razione K, quindi essenziali ma strong) per tutti i componenti del reparto speciale. 

 

 

 

L’arrivo al campo base è avvenuto puntualmente alle 12.30 dove le truppe alleate insediate presso il diving Techdive ci aspettavano con mezzi navali pronti a salpare.

 

 

Indossate le mute speciali e predisposti i sistemi di respirazione ausiliari le truppe hanno iniziato l’imbarco verso le 14.30 e, in poco più di 15min, erano sul campo di battaglia.

I primi incursori si sono lanciati in acqua verso le 14.50 gli altri a seguire.

 

La superficie del mare era ricoperta di velelle che venivano scambiate dalla truppa per medusine urticanti (…scarso addestramento al riconoscimento del nemico!). Fortunatamente gli ufficiali riconoscevano l’innocuità delle velelle tranquillizzando subito le truppe.

La discesa si dimostrativa ardua a causa di una lieve corrente e della scarsa visibilità ma la cima guida ci conduceva rapidamente sulla sommità della superpetroliera cipriota.

Un breve giro sul castello, poi le truppe invadevano la cabina di comando prendendo rapidamente possesso della nave che risultava già abbandonata e ormai popolata da cernie, carangidi, gamberetti e nudibranchi.

L’ispezione in cabina portò alla luce una targa commemorativa alle vittime del naufragio (avvenuto il 14 aprile del 1991 dopo tre giorni di agonia) e una statuetta votiva raffigurante il Santo Bambino Gesù di Praga (posata nel 2001 per il decennale dell’affondamento).

Una controllata al fumaiolo, ormai spento, e al bigo di carico laterale prima di risalire ad annunciare la conquista dopo qualche minuto a tre metri per desaturare le truppe.

Rientrati al porto ci attendava un aperitivo premio seguito da un lauto rancio a base di pesce e trofie al pesto per festeggiare la conquista.

Ma non c’era nemmeno il tempo di completare la cena che gli ufficiali comunicavano la ritirata in branda per essere pronti all’alba per una seconda ispezione profonda.

Dopo una lauta colazione con caffè nero, torte e brioches la truppa si riportava al porto per il nuovo imbarco. Il rendez vous con gli alleati era fissato per le 10.30.

Le operazioni d’imbarco subivano qualche contrattempo e la partenza avveniva solo verso le 11.20. Gli incursori fecero il loro secondo tuffo alle 11.45 del 15 maggio .

La discesa sulla cima si dimostrativa più semplice del giorno precedente per la pochissima corrente e per la maggior visibilità oltre ad una maggior confidenza con la nave conquistata il giorno precedente.

Dalla cabina del comandante questa volta le truppe scendono al livello inferiore visitando il corridoio a U a quota -40 per uscire da un boccaporto sulla murata a dritta del castello. I più coraggiosi guidati dall’ufficiale a capo del plotone scendono sul ponte a -50 per una veloce ispezione mentre le truppe femminili controllano da sopra la regolarità delle operazioni.

Il rilevatore del tasso d’azoto accumulato nell’azione segnala livelli elevati e l’ufficiale in capo risale a quota -40 per un’ultima ispezione alla balconata.

Tre minuti soltanto prima che l’analizzatore del livello d’azoto accumulato segnali già qualche minuto di sosta obbligatoria a -6m.

Si risale rapidamente (ma non troppo ) fino alla quote programmate di 22, 6 e 3m. Qui si ritrovano anche gli altri plotoni che hanno partecipato all’ispezione.

I commilitoni ci sono tutti; fortunatamente nessuna perdita tra le truppe.

Dopo qualche festeggiamento ed effusione tra gli ufficiali le truppe possono ritornare sul mezzo da sbarco per un veloce tragitto verso il porto dove le vedette sono in trepidante attesa.

Ripulite le attrezzature usate sotto i getti d’acqua dolce e abbandonate le mute mimetiche tutti al meritato rancio: pizza e focaccia genovese.

Il rientro in caserma avviene secondo programmi: partenza alle 15.30 ed arrivo alle 19.00.

La truppa è stanca ma soddisfatta!! Anche l’Haven è stato conquistato. Non resta che attendere la prossima missione…. Alla conquista dell’Evdokia II il 29 maggio (ordinanze di sequestro permettendo).

Un sentito ringraziamento agli ufficiali Paolo e Michela, agli ufficiali aggiunti Andrea, Massimo e Alessandro del Techdive, alla truppa Neil, Mario, Giorgio, Maurizio, Roberto, ma soprattutto alle simpatiche e coraggiose reclute Alessandro, Antonio e Stefano.

 

Luciano M.

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